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Rapporto 2016 sulla povertà sanitaria

Il 10 novembre Banco Farmaceutico ha presentato in AIFA il nuovo Rapporto sulla povertà sanitaria. Luca Pesenti, direttore della ricerca dell’Osservatorio Donazione Farmaci e Ricercatore di Sociologia generale dell'Università Cattolica di Milano, ha illustrato le ragioni dell’iniziativa.

In Italia il problema della “povertà sanitaria” è reale. Nonostante da più di quarant’anni sia possibile contare su un Servizio Sanitario Nazionale aperto a tutti, una parte sempre più ampia della popolazione italiana non riesce a curarsi come dovrebbe. Questi i dati più recenti: oltre 557.000 persone hanno richiesto aiuto ai 1.663 enti caritativi sostenuti nella loro attività dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus, che nei primi otto mesi del 2016 ha raccolto e consegnato oltre 1,2 milioni di confezioni di medicine.

Sono numeri rilevanti, che spiegano come dentro il grande bacino che convenzionalmente viene definito come “povertà assoluta” (4,6 milioni di persone nel 2015, secondo l’ISTAT) si nasconda una realtà più complessa, che comprende le persone che non possono permettersi neppure le cure mediche.

Proprio per questo da tre anni la Fondazione Banco Farmaceutico onlus ha istituito l’Osservatorio sulla Donazione dei Farmaci. Una realtà snella, costituita da un gruppo di ricercatori appartenenti a settori diversi (farmacologi, epidemiologici, sociologi della salute, esperti di statistiche sociali e sanitarie) che si sono messi al lavoro per analizzare una realtà sicuramente differenziata e di non facile identificazione.
Nel terzo Rapporto ODF, presentato a Roma questa mattina, è emersa una mappatura aggiornata dei contorni della povertà sanitaria, che conferma un bisogno crescente di assistenza farmaco-sanitaria generato dalla crisi (che ha spinto sotto la soglia di povertà mezzo milione di persone in più rispetto al 2014), dal susseguirsi delle emergenze sul fronte migratorio, ma anche dal reiterarsi di tagli alla sanità di questi anni, che hanno generato una continua crescita di spesa per la salute a carico delle famiglie.
Risulta inoltre che da un anno all’altro gli assistiti dalla rete di soggetti serviti da Banco Farmaceutico sono aumentati del 37%, con una crescita soprattutto di stranieri, di maschi e per la prima volta anche di persone sopra i 65 anni di età, per i quali evidentemente la pensione non basta più.


Una persona, in media, spende - per sottoporsi a visite ed esami e acquistare le medicine necessarie - 682 euro all’anno. I poveri si fermano a 123 euro, perché non possono permettersi di spendere oltre, e poi c’è chi evita di curarsi.

Grazie all’iniziativa del Banco Farmaceutico, infine, 557.000 persone trovano aiuto grazie alla carità, ai volontari, ai donatori privati (350.000 confezioni donate durante la Giornata di Raccolta di febbraio, più altre 80.000 depositate negli appositi contenitori per la raccolta dei farmaci inutilizzati negli armadietti di casa) e alle decine di aziende che continuano a non far mancare il loro apporto con otre 800.000 farmaci donati nei primi otto mesi dell’anno.